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Comunicati stampa

Difesa Civica | 03.10.2005 | 15:47

Quale futuro per la difesa civica della Provincia autonoma di Bolzano?

La richiesta di istituire delle difese civiche specifiche finalizzate a tutelare gli interessi di diversi settori della popolazione ha dato adito in questi ultimi mesi, anche in Consiglio provinciale, a una discussione di fondo sul futuro della Difesa civica in Alto Adige.

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Stamani, nel corso di un convegno con tavola rotonda sul tema "Difese civiche in Europa – quale futuro per la Difesa civica della Provincia autonoma di Bolzano?" organizzato dalla presidente del Consiglio provinciale di Bolzano Veronika Stirner Brantsch e dalla Difensora civica altoatesina Burgi Volgger (che hanno portato i saluti e introdotto i lavori) e svoltosi nel cortile interno del Palazzo della Provincia, si è cercato di dare delle risposte a questi interrogativi e a queste richieste. Sette gli esperti che si sono confrontati su questo tema scelti tenendo conto della necessità di offrire un ampio ventaglio di impostazioni e che hanno portato a conoscenza della numerosa platea i modelli austriaco, italiano e svizzero.

Elisabeth Harasser, Difensora dei bambini e dei giovani della Dieta Regionale del Tirolo ha affermato che "questa figura è molto importante per il processo educativo dei giovani, visto anche nell'ambito dei mezzi tecnologici attuali; nel nostro Land, infatti, l'anno scorso ben 2.974 giovani hanno sfruttato l'occasione fornita dalle e-mail per portare a conoscenza i propri problemi. Stiamo adottando inoltre ulteriori misure per migliorare la vita dei giovani e per avviare progetti di sensibilizzazione dell'opinione pubblica: uno di questi progetti fondamentali è rappresentato dall'accompagnamento psicologico dei giovani, in caso soprattutto di violenze in famiglia, che necessita di un altro passo legislativo che verrà completato il prossimo anno, mentre il secondo è quello che riguarda la piattaforma dei diritti dei bambini facendo loro conoscere il sistema giuridico da intraprendere". Barbara Soder, Difensora civica sempre del Tirolo ma dei malati, ha ricordato come "questa figura istituzionale è stata resa possibile attraverso una proposta di legge provinciale grazie anche ad un accordo a livello statale; la tutela dei pazienti viene affrontata attraverso colloqui approfonditi di consulenza, svolti al di fuori degli ospedali, con i malati di tutte le strutture sanitarie del Tirolo, ma non con i medici di base; solo in caso di errori medici, ci si rivolge alla struttura sanitaria per eventuali risarcimenti. Peter Kostelka, Difensore civico dell'Austria e componente europeo dell'Istituto Internazionale degli Ombudsmann, ha precisato che "la difesa civica in generale non deve intendersi solamente come organo di controllo dell'amministrazione pubblica, altrimenti – ha detto – si dovrebbero creare anche i difensori per la tutela degli animali e per quella ambientale, ma piuttosto un organo di controllo, simile alla Corte dei Conti, che eviti dei conflitti tra le varie parti prese in considerazione e, pertanto, non vedo queste figure come istituzioni indipendenti bensì come strutture operative all'interno di una unica difesa civica".

Dal modello austriaco a quello italiano. Francesco Milanesi, Pubblico Tutore dei Minori della regione Friuli Venezia Giulia, ha posto l'accento sul fatto che "tale figura è un organo del Consiglio regionale, è indipendente e cioè autonoma dall'ufficio del Difensore civico e svolge una relazione annuale sia alla Giunta che al Consiglio stesso. I compiti sono quelli di garanzia e di promozione dei diritti dei minori con uno spazio istituzionale di ascolto, di avere un punto di riferimento, di consulenza, di consiglio, di mediazione di controllo. Esistono due tipi di strategia di mediazione: quella generale attraverso l'aiuto dei servizi i volontariato, il tribunale dei minorenni, i servizi di base e la famiglia e quella interistituzionale con l'ascolto delle esigenze, l'indicazione delle priorità nonché con la promozione e la diffusione di pratiche positive. Al di la del fatto – ha aggiunto – che manca ancora al livello nazionale la figura del difensore civico, nella legislazione per la tutela dei giovani è assente la rappresentazione processuale dei minori soprattutto per ciò che concerne le procedure nelle quali sono in conflitto con i genitori. Il diritto minorile – ha concluso – è il diritto dei diritti di tutti gli spazi fruibili dal bambino". Giorgio Morales, Difensore civico della Toscana (delle 16 figure presenti in Italia, questa è la prima ad essere stata istituita) e componente della Conferenza nazionale dei Difensori civici Regionali, ha sottolineato come "vi sono numerosi atti internazionali ed europei, emanati tra il 1992 e il 2003, nei quali si pone in essere l'introduzione del difensore civico per i minori; in attuazione di questi atti, in Italia è stato predisposto un testo di legge concernente il Garante dei Minori, che prevedeva due modelli: una figura di esclusiva competenza dello Stato con possibilità di tutela giurisdizionale oppure un garante dei minori per ogni regione ma senza competenza giurisdizionale. Il testo riunificato, del quale tuttavia si è persa ogni traccia dal settembre dell'anno scorso, prevedeva un Garante dei minori regionale con tutela giurisdizionale. Tuttavia in Alto Adige – ha concluso – vi è il rischio che un garante settoriale possa essere oggetto di sindacalizzazione e, quindi, sarebbe meglio aumentare sì i settori di interesse ma all'interno della stessa Difesa civica già esistente".

Anche per Markus Kaegi infine, difensore civico del Cantone di Zurigo e presidente dell' Istituto Europeo degli Ombudsmann, "i vari settori di interesse vanno concentrati su una figura unica in quanto il difensore civico difende ciascun singolo e per gli altri campi sono sufficienti le assistenze da parte di enti e associazioni che si interessano delle varie realtà sociali".
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foto: Consiglio/Wolf

(AS)

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