Comunicati stampa
Centro antidiscriminazioni: nel 2025 significativo aumento delle segnalazioni
Anche il Centro di tutela contro le discriminazioni ha pubblicato la propria Relazione sull’attività 2025: 200 i casi trattati. Persistono le discriminazioni nei confronti degli stranieri e i casi di omo-bi-transfobia; miglioramenti nel settore sanitario. Dalla responsabile Garbin, un invito a continuare a segnalare.
Anche il Centro di tutela contro le discriminazioni ha elaborato la propria Relazione sull’attività 2025: “Rispetto all’anno precedente”, così sottolinea la responsabile Priska Garbin, oggi impossibilitata a intervenire in aula, “le segnalazioni di discriminazioni sono aumentate considerevolmente: 200 i casi in cui abbiamo fornito consulenza - anche legale - e informazioni generali sul tema della parità di trattamento: si tratta di 61 casi in più rispetto all’anno precedente. Questa tendenza evidenzia quanto le esperienze di discriminazione continuino a essere una realtà quotidiana per molte persone”. La relazione è disponibile a questo link.
Origine etnica il motivo di segnalazione più frequente
La maggior parte delle segnalazioni, così ha riferito Garbin, riguardano ancora la discriminazione basata sull’origine etnica. “Le persone con background migratorio riferiscono di subire svantaggi in ambiti centrali della vita quotidiana”, evidenzia Garbin: “In particolare, nella ricerca di un alloggio o di un lavoro emergono ostacoli strutturali: un aspetto percepito come “straniero” o un nome non locale riducono spesso le possibilità di ottenere un’abitazione adeguata o un impiego coerente con la propria qualifica”. La mediazione immobiliare rappresenta un problema ricorrente, che coinvolge molte persone e rende visibili disuguaglianze strutturali.
Disabilità: barriere e scarsa considerazione delle malattie invisibili
Un altro ambito rilevante riguarda le persone con disabilità. Oltre alle barriere architettoniche ancora presenti, che limitano l’accesso a spazi pubblici e privati, sono stati spesso sottoposti casi relativi a disabilità non visibili: “Persone con disturbi psicologici o con long Covid hanno spesso riportato esperienze minimizzanti o offensive”, spiega Garbin: “La loro condizione di salute viene talvolta messa in dubbio o non adeguatamente considerata, con conseguenti difficoltà nella vita quotidiana e professionale”.
Miglioramenti nel settore sanitario
Un segnale positivo proviene dall’iniziativa del Dipartimento Salute: sotto la guida del primario Dr. Luca Sebastianelli (Neuroriabilitazione, Ospedale di Vipiteno) è stato istituito un gruppo di lavoro dedicato a pazienti con ME/CFS - encefalomielite mialgica/sindrome da affaticamento cronico.
Questo gruppo ha sviluppato un percorso diagnostico chiaro e strutturato, che consente un riconoscimento rapido e preciso di determinate patologie. Inoltre, grazie alla collaborazione tra professionisti, è stato definito un percorso terapeutico uniforme ma flessibile, pensato per garantire cure personalizzate e migliorare in modo duraturo la qualità di vita delle persone coinvolte.
Aumentano le segnalazioni di omo-, bi- e transfobia
È stato registrato un incremento delle segnalazioni di discriminazione legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere: omo-, bi- e transfobia continuano a rappresentare sfide sociali rilevanti. “In questo contesto va ricordato il diritto delle persone giovani che, dopo aver frequentato una scuola superiore, hanno adeguato la propria identità di genere”, sottolinea Garbin: “Esse hanno diritto a un nuovo diploma di maturità che rispecchi correttamente la loro identità: un passo fondamentale verso riconoscimento e parità”.
Conclusioni
“L’aumento delle segnalazioni”, conclude Garbin, “dimostra che la discriminazione rimane una realtà diffusa in molti ambiti. Allo stesso tempo, iniziative mirate, soprattutto nel settore sanitario, mostrano come sia possibile realizzare miglioramenti strutturali concreti: per questo, il Centro di tutela contro le discriminazioni invita a segnalare con determinazione ogni forma di discriminazione e a collaborare per costruire una società aperta, rispettosa e orientata alle pari opportunità”.
CTCD

