Comunicati stampa
Centro Antidiscriminazioni: Garbin presenta in aula la relazione 2025
Audizione della responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni in Consiglio provinciale. Il confronto con consiglieri e consigliere sui dati: 225 i contatti - 61 in più dello scorso anno; origine etnica e disabilità le cause più frequenti di discriminazione.
(Link video in coda)
Pubblicata nella primavera scorsa (qui il relativo comunicato stampa), la Relazione sull’attività 2025 del Centro di tutela contro le discriminazioni è stata presentata oggi in Consiglio provinciale a Bolzano dalla responsabile Priska Garbin.
Nel corso dell’audizione, è stato riferito dei 255 contatti registrati e dei 200 casi seguiti attraverso consulenze giuridiche, interventi e mediazioni, con un aumento di 61 casi.
Secondo Garbin, i dati mostrano chiaramente che il fenomeno delle discriminazioni continua a essere presente nella vita quotidiana di molte persone: «Dietro ogni segnalazione c’è una persona con la propria storia. L’incremento delle richieste dimostra che le discriminazioni sono ancora una realtà concreta, ma anche che sempre più persone trovano il coraggio di reagire e di far valere i propri diritti», così la responsabile in aula.
La consulenza giuridica e l’accompagnamento forniti nei 200 casi citati hanno comportato interventi diretti o percorsi di mediazione, con l’obiettivo di individuare e contrastare le discriminazioni vietate dalla legge, favorendo soluzioni concrete e durature.
La maggior parte delle segnalazioni, ha informato ancora Garbin, ha riguardato discriminazioni fondate sull’origine etnica: “I casi interessavano ambiti centrali della vita quotidiana, come l’accesso all’alloggio, i rapporti con gli uffici pubblici e l’anagrafe, nonché episodi di incitamento all’odio e commenti discriminatori sui social media”. Subito dopo seguono le discriminazioni legate alla disabilità: “Un’importante parte dell’attività del Centro ha riguardato l’eliminazione delle barriere architettoniche e la promozione dell’accessibilità. L’accessibilità non è un servizio facoltativo: è un obbligo giuridico e una condizione essenziale per garantire pari opportunità e piena partecipazione alla vita sociale”, ha riferito ancora la responsabile, ribadendo la necessità che le persone con disabilità siano coinvolte e considerate fin dall’inizio nella progettazione di edifici, spazi pubblici e servizi.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità non visibili, come malattie croniche, Long Covid, ME/CFS o disturbi psichici: “Molte persone interessate riferiscono che le proprie limitazioni vengono minimizzate, messe in dubbio o non adeguatamente riconosciute”, ha informato Garbin.
Un ulteriore ambito di intervento ha riguardato le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Il Centro si è occupato di diversi casi di omofobia, bifobia e transfobia. Nel corso dell’anno è stato inoltre elaborato un parere giuridico che conferma il diritto delle persone transgender a ottenere il rilascio di un nuovo diploma di maturità qualora la rettificazione anagrafica del sesso sia avvenuta dopo il conseguimento del titolo di studio.
“L’andamento delle segnalazioni evidenzia come le discriminazioni possano manifestarsi in molti ambiti della vita quotidiana. Per questo motivo rimane fondamentale sostenere le persone coinvolte e promuovere una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sull’uguaglianza dei diritti”, ha concluso la responsabile del Centro di Tutela contro le discriminazioni.
Di seguito, consiglieri e consigliere hanno posto alcune domande:
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ringraziato per la presentazione “su un mondo che non conosciamo”, e ha chiesto quali sono le reazioni di datori di lavoro o filiali bancarie, e informazioni sul tema prevenzione e formazione. Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento al gruppo di lavoro ME/CFS Long Covid di cui Garbin era responsabile e ha chiesto informazioni sulle linee guida elaborate, e se queste hanno garantito diagnosi più veloci e maggiore sostegno, nonché quali raccomandazioni può dare in merito; ha chiesto poi informazioni sulla gestione delle questioni relative alla terza età quando anziani e anziane sono discriminati, a fronte del nuovo organismo di garanzia dedicato. Alex Ploner (Team K) ha parlato di rimozione delle barriere architettoniche, e ricordato che da anni si chiedono soluzioni sul funzionamento degli ascensori nelle stazioni; ha aggiunto che molto spesso si parla dei problemi senza ottenere soluzioni concrete e chiesto quali possibilità ha Garbin di garantirle. Waltraud Deeg (SVP) ha sottolineato il tema della mobilità, chiesto quali iniziative concrete sarebbero utili a limitare le discriminazioni; si è rammaricata che nella prossima legislatura non sarà più prevista la presentazione delle relazioni degli organismi di garanzia e chiesto informazioni su discriminazioni degli anziani relativamente a patente e conto bancario. Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha detto di non condividere le critiche all’AVS di Sesto e il suo mantenere il toponimo Negerdörfl, citate nella relazione, e fatto riferimento al fatto che in alcuni Comuni viene rifiutato il rilascio della carta d'identità o del certificato di residenza chiedendo di dire di quali Comuni si tratta. L’ass. Rosmarie Pamer si è collegata a quanto detto da Leiter Reber, chiedendo di segnalare quali sono i Comuni che rifiutano di fare quanto richiesto dalla normativa; ha chiesto poi quanti giovani le si rivolgono e qual è il tasso di successo dei suoi interventi. Sandro Repetto (Partito Democratico) ha chiesto quanti collaboratori ha Garbin e poi segnalato il problema di resistenze dei Comuni alla richiesta del certificato di residenza da parte di persone con background migratorio, documenti molto importanti per accedere ad altri diritti, nonché chiesto informazioni sulle questioni relative alle richieste di permesso di soggiorno e sui rapporti dell’Ufficio con la Questura e altre autorità operanti in merito. Il vicepresidente Arnold Schuler (SVP) ha detto che le relazioni dei singoli referenti sono previste anche quando saranno entrerà in vigore la nuova struttura de gli organismi di garanzia, che li rafforza. Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha segnalato un caso di discriminazioone: ha comprato una nuova macchina e il navigatore ha i toponimi solo in italiano, non è riuscito a intervenire in nessun modo contattando anche il produttore. Hannes Rabensteiner (STF) ha confermato: in Alto Adige spesso non viene garantito l’utilizzo della madrelingua, anche questo rappresenta una causa di discriminazione che gestisce il Centro?
Priska Garbin ha riferito che c’è bisogno di tempo, dopo le segnalazioni, per instaurare un rapporto di fiducia le controparti: le reazioni sono diverse, in quanto alle banche a volte ci sono difficoltá legate alle enormi banche dati, che vanno oltre la realtà locale; in quanto al long Covid c’è la possibilità di una diagnosi tempestiva, che funziona - spesso i casi non sono così gravi e permettono di lavorare, ma c’è bisogno di informare; in quanto agli anziani, a partire dai 65 anni si possono rivolgere alla nuova responsabile per la Terza etá, ma tra i diversi organi c’è collaborazione. Quando si interviene per segnalare discriminazioni, c’è bisogno di intervenire presso i diversi soggetti per ottenere soluzioni concrete, ma questo viene sempre chiarito anche con gli interessati, informando che non si può risolvere dall'oggi al domani. Garbin ha quindi chiarito di non avere collaboratori ora - la direttiva in merito della UE prevede risorse adeguate, ma si sta facendo molto. In quanto al caso Negerdörfl, ha condiviso l’opinione di Leiter Reber che ci sono anche altri toponimi problematici, ma lei interviene in caso di segnalazioni; in questo caso ne aveva ricevute diverse - il toponimo storico che appare in alcune scritte è Egge, e questo crea ulteriore confusione. In merito ai problemi con l'Ufficio Anagrafe, i ricorsi durano in media un anno e mezzo, e il problema riguarda in particolare Bolzano: si è rivolta a questo proposito al Commissariato del Governo. Quando i giovani si rivolgono al suo Ufficio, c’è un confronto anche con la Garante per l’infanzia e l’adolescenza. È difficile dire quanti casi si sono conclusi positivamente, ma già segnalare una discriminazione è positivo. In alcuni casi si collabora anche con la Questura. In quanto al navigatore in italiano, per discriminazioni per appartenenza etnica le si rivolgono anche sudtirolesi che segnalano il mancato rispetto del bilinguismo; in provincia c’è anche un ufficio competente. Il presidente Angelo Gennaccaro ha ringraziato Garbin e rilevato che è difficile abbattere le discriminazioni, ma l’obiettivo è garantire i diritti di tutti.
Link riprese video (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews):
Imm relazione Priska Garbin - centro tutela contro discriminazioni
https://we.tl/t-XrKZRkX29XsYQvwV
Priska Garbin IT (mp4+mp3)https://we.tl/t-3Zh09h101BdqvWgz
MC

